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Agriturismo La Virginia “Le cose belle della vita hanno sapore solo se condivise”: poche parole
presentano la Virginia, più che un agriturismo, una filosofia di vita.

Solitario e maestoso, avvolto dai lampi di luce del tramonto e dalla velatura delle nubi che a volte lo sfiorano, il Re di Pietra, il Monviso ha rubato infiniti sguardi e affascinato viaggiatori di ogni tempo. Lontana dalla frenesia del mondo, la Valle Po è percorsa da un’intensa rete di sentieri, adornata da piccole cappelle in legno e da antiche mulattiere che, per molti secoli, videro il passaggio di innumerevoli viaggiatori, briganti, predicatori e pellegrini, affaticati dal lungo viaggio e stremati dall’incertezza del futuro.
La leggenda racconta di Virginia, una donna forte, generosa, temprata dalla fatica del lavoro nei campi e fiera della sua terra e delle sue origini. Fu così che la locanda, situata proprio sulla strada, divenne in poco tempo una sosta piacevole per mercanti e gente di passaggio, che non disdegnavano un pasto caldo, un sorriso e il calore del caminetto.
Dopo un lungo restauro, La Virginia riapre. Un sogno che diventa realtà, disegnato per fermare il tempo e riscoprire il silenzio e la gioia di dividere le emozioni con gli amici di sempre o con i turisti appena giunti. All’interno si respira la calda atmosfera rustica del passato creata dal cotto autentico dei pavimenti e dal legno dei soffitti, dagli arredi antichi e dal focolare scoppiettante nell’ingresso.
I colori caldi e accesi, forti e intrisi di grinta delle pareti creano suggestioni di immagini e di stile negli ambienti ricchi di atmosfera, propri di una raffinata casa rurale. Adornata di gioielli, la Virginia racchiude i suoi segreti in mobili rustici di alta montagna, tutti pezzi unici, scelti con cura nelle vallate piemontesi e da oltralpe. Accoglienti e curate nei particolari, le sei camere doppie e la tripla sono dotate di telefono, Tv, Internet, fax e aria condizionata con vista panoramica nel verde sconfinato della Valle Po. Impreziosisce l’ambiente una sala biblioteca enogastronomica, con piacevoli incursioni nel mondo dei vini e dei formaggi e una spaziosa cantina enoteca al piano interrato, un carosello di etichette piemontesi ed italiane scelte con cura da Gianfranco Battisti, sognatore e patron della locanda. Davanti al caminetto, su tavoli di legno massiccio, si esplora lo scrigno dei tesori del territorio attraverso degustazioni di prodotti tipici occitani, come il lardo profumato alle bacche di ginepro, la polenta di “pignulet d’le cursaje” e il vino Pelaverga delle Colline Saluzzesi, con possibilità di consultare anche giornali nazionali e locali, aggiornati di informazioni su manifestazioni, fiere ed eventi.
Un angolo di mondo che affascina senza stordire, seduce senza creare false illusioni, dove ritrovare, almeno per una manciata di giorni, se stessi e il piacere autentico di stare con gli amici. Parecchi nei dintorni i tesori naturalistici e architettonici da scoprire, come l’Abbazia Cistercense di Staffarda, la Cappella Marchionale di Revello, il Monviso con il Pian del Re, dove nasce il fiume Po, il sito archeologico di Balma Boves, borgata costruita sotto una roccia e Ostana, città interamente in pietra. A pochi minuti d’auto, da non perdere una visita a Saluzzo, antica capitale dell’omonimo Marchesato, una delle più affascinanti città del Piemonte (l’antico Castello dei Marchesi di Saluzzo), la chiesa di San Giovanni, Casa Cavassa, abitazione signorile del sec. XV e il museo di Silvio Pellico. Sulla via del ritorno, il Castello della Manta (FAI) con l’affresco della Fontana della Giovinezza, e il Castello di Racconigi, residenza estiva della famiglia reale dei Savoia fino al 1946, tappa imperdibile del “Circuito delle Dimore Sabaude”.