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Da Vedere: Roccacaramanico, Il Borgo Incantato...

Racconto di Viaggio e itinerario Turistico a Caramanico terme (PE) Abruzzo -


il gran sasso d'italia e la maiella sono i monti più alti dell'appennino. svettano lungo lo stivale per poi degradare giù per colline, tra paesi, vigneti e uliveti verso il pescoso e turistico adriatico. vuoi un bell'itinerario? nei pressi di pescara immettiti nell'a14. dopo 20 minuti imbocca il ramo

autostradale per avezzano-roma. esci a scafa. prendi la strada per s.valentino-caramanico terme-s eufemia a maiella. superi il ridente paese e, in cinque minuti, sei al bivio di roccacaramanico. due chilometri e giungi a rocchetta (si chiama così per gli amici). un mucchietto di case grigie arrampicate sulle

rocce del monte morrone, l'aspro dirimpettaio della maiella. un tempo antico avamposto difensivo a 1080 metri sul livello del mare. sede di municipio fino alla tragedia dello spopolamento della montagna abruzzese (anni 50/60). oggi vero paese turistico resuscitato ad opera di pionieri che, innamorati del posto,

comprarono i primi ruderi abbandonati dai roccolani cacciati da un paradiso mai goduto a causa di una miseria profonda. al momento ci sono circa 200 casette ristrutturate da persone non attratte dal turismo dei consumi. a rocchetta trovi gente che sa vivere senza negozi, senza bar e che ha riscoperto il piacere

del vicino di casa o quello di far legna per i boschi. gente che, da anni, si affaccia a piazza callarone (una vera terrazza di fronte alla maiella) e guarda, oltre la vallata del fiume orte, lui, monte amaro, il picco più alto della maiella, imponente, seducente e sempre nuovo. qui perdi subito i ritmi del quotidiano

e impari prestissimo a pregustare il cambiamento degli abiti stagionali della montagna. in primavera, sotto la linea dei faggi, i prati avranno i vari toni di verdi impastati con i molti colori di una fioritura lussureggiante, mentre, oltre le brune mughete, il grigio dell'aspra roccia marcherà il confine col

cielo, lassù a quota quasi tremila. l'estate ingiallirà i pascoli. i cavalli ripareranno all'ombra dei boschetti e spesso, zaini in spalla, scorgerai comitive di escursionisti aggredire la montagna. poi l'autunno tingerà la faggeta color prugna con macchie di gialli, marroni e con radi spruzzi di rossi. e l'inverno

lunghissimo porterà la neve a rinnovare un potente miracolo di bellezza della maiella. più anni trascorri in zona e più cose hai da scoprire. escursioni per tutte le esigenze tra greggi e cani pastore. dodici eremi celestiniani, le vallate dell'orfento e dell'orte, i luchi, la vallata di femmina morta, fonte

romana e moltissimi altri itinerari impegnativi o rilassanti. fragole, lamponi, ribes, ciliegie di montagna, orapi*, funghi di prato e di bosco, nocciole, mentre non è affatto raro imbatterti in gruppetti di cinghiali. più difficile l'incontro col cervo e col camoscio. ultimamente è ricomparso anche l'orso. il

lupo è in ripresa ma non lo vedi. la sera persino qualche bambino riesce a porgere il cibo alla volpe che ha imparato a non temere l'uomo tra le viuzze del paese. d'estate mai nessuno ha versato una sola stilla di sudore durante la notte. le acque sono ancora quelle di origine controllata da madre natura e

squisita è quella che sgorga da una sorgente alla prima curva che t'immette nel paese. quando non c'è aria di tempesta, il giorno muore contro monte amaro tingendolo di giallo e poi di rosa. subito dopo i colori infiacchiranno, moriranno. un istante ed è notte. nera e profonda con il mistero dei millenni. quassù

sa ancora evocare, sgomentare ed incantare. e' la notte che in città non c'è più, e tu, finalmente piccolo . avrai tutte le stelle sulla tua testa. ti potrebbe intanto arrivare l'abbaiare dei cani dagli stazzi e, se con te c'è chi desideri, ferma quell'attimo, salvalo, e non rovinare tutto pensando a che cavolo

abbiamo combinato laggiù in città. *erba molto apprezzata in cucina, chiamata anche erba del buon enrico secondo una leggenda che vuole che il re enrico riuscisse a sfamare il suo esercito con questa erba. secondo un'altra interpretazione, invece, il nome di buon enrico, non riconducibile a nessun personaggio

storico, risalirebbe ad un elfo leggendario. (fiori spontanei in italia-selezione dal reader's digest)


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