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Carne Al Piccolo Teatro Del Giullare

Arte Cultura Spettacoli a Salerno (SA) Campania - Guarda il Video!


out of 3ounds drammaturgie fuori confine presenta carne una produzione esposti teatro al piccolo teatro del giullare di salerno domenica 26 febbraio ore 18.30 con annamaria palomba elementi di scena monica costigliola e angelo de tommaso assistente alla regia ciro esposito regia e drammaturgia valentina carbonara

con il sostegno di nct - coordinamento campano il presente spettacolo sarà preceduto dal laboratorio per attori dal titolo apocalypsis a cura di valentina carbonara e ciro esposito esposti teatro che si terrà nei giorni 24 25 febbraio presso la sede centrale di l.a.a.v. officina teatrale in salerno via santalferio

10 12 la casa non è più di marzapane, la foresta è una città sventrata dalla guerra. fuori, forse, non cè più nessuno. le bombe hanno smesso di cadere. la fame è tutto quello che resta. se non sei cacciatore sei preda. zompa, guarda, accire. no. zompa, accire, guarda. sì. solo la carne alla fine della favola.

il testo laccoppiata preferita nei racconti di mia nonna è sempre stata quella composta da guerra e cibo. dal tedesco che le ha regalato lo zucchero ringraziandola della sua collaborazione senza sapere che lei stava nascondendo svariate persone in soffitta, allimmancabile pane e salame da portare

tassativamente con sé nel rifugio durante i bombardamenti, alla bottiglia dolio regalata da un altro tedesco per la sua perfetta conoscenza della lingua. lidea di scrivere carne nasce da queste suggestioni. mi è capitato spesso di chiedermi cosa accadrebbe se, davvero, non ci fosse più speranza, se luomo occidentale

dovesse trovare il modo di sopravvivere dopo che la guerra ha distrutto e contaminato tutto. nella favola di hansel e gretel succede qualcosa di simile: durante la grande carestia si sopravvive come si può, abbandonando i figli nel bosco o adescando ragazzini golosi per poi cuocerli nel forno. in carne, però,

non è la crudele vecchina della casa di marzapane a scegliere di andare avanti nel modo più barbarico e animale, ma è la stessa gretel. è lei a raccontare la felicità prima della guerra, la guerra stessa, la carestia, la soluzione trovata dagli uomini per sopravvivere. la quotidianità, lentamente, si riduce al

mangiare o essere mangiati e non cè tempo per i sentimenti. tranne, forse, quelli per il fratello, unico legame con il suo passato da essere umano. la scelta di utilizzare la lingua napoletana nasce dal suo essere, per gretel, lingua madre, più viscerale dellitaliano imparato a scuola e, quindi, più naturale.

da una bocca ormai abituata a masticare carne cruda i suoni nascono ancora più sporchi, quasi animali. carne è una favola di quelle che fanno paura, che lasciano un brivido, e proprio per questo fanno venire voglia di vedere come andrà a finire. note di regia cosa resta delluomo quando lumanità non

cè più? dopo la guerra, le bombe, la distruzione di tutto ciò che di familiare ha intorno a sé. dopo la perdita degli affetti e dei mezzi di sussistenza. quando non è più necessario parlare. e forse nemmeno pensare. cosa resta? carne parte da questa domanda. andando a grattare via tutti gli strati che rendono

luomo quello che definiamo tale non restano che gli istinti più animali: nutrirsi, riprodursi, sopravvivere. gretel è lesemplare di una nuova evoluzione della specie. il corpo cambia, la posizione eretta non gli appartiene più. anche la voce non è più la stessa. i suoni vengono fuori rotti, stonati, le parole

sono masticate e vomitate riempiendo la bocca e lo spazio. pronunciarle è una scoperta continua. gretel si racconta, forse per sentirsi ancora umana, per ricordarsi cosa è successo prima della fine della favola. in scena tante sedie, diverse e smembrate, con le quali è possibile provare a ricostruire un lontano

focolare domestico. ma la sedia è propria dellessere umano e, nonostante lotti con tutte le forze che le restano, gretel non vi si potrà sedere. non ci sono mezze misure in carne, non cè delicatezza, è uno spettacolo crudo, senza fronzoli. e può scandalizzare o spaventare perché affronta il tabù del cannibalismo

nella cornice di un futuro verosimile. eppure, da qualche parte, la bellezza sta rinascendo, anche se gretel non è più capace di riconoscerla. e così la favola ha un solo finale possibile. l.a.a.v. officina teatrale via santalferio 10 12 - 84125 salerno - italia ph. 346 59 06 033 - 377 99 69 033

mail to (amministrazione) licia.amarante@alice.it (stampa e comunicazione)ufficiostampa.laav@gmail.com official web site www.laavofficinateatrale.com


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Periodo
Dal 26/02/2017 al 26/02/2017


Luogo
Salerno (SA) Campania


Evento segnalato da
Agenzia Di Viaggio
Sabrina Guarinoni
via cipro 32 a
30126 - lido di venezia (VE)

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