
CELEBRAZIONI PER IL 450° ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI LORENZO LOTTO
LORENZO LOTTO E LE MARCHE
PER UNA GEOGRAFIA DELL’ANIMA
Slow-art-viewer, nasce un nuovo concetto in cui identificarsi per vivere e conoscere l’arte. La Regione Marche coglie la sfida del futuro e propone, in occasione delle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Lorenzo Lotto, l’invito ad un appagamento nel segno del nuovo concetto di slow-art-viewer (SAV): il piacere del singolo di compiere un percorso di conoscenza dell’arte in musei tranquilli, con tempi di visita rilassanti, con strumenti didattici aggiornati, senza file, prenotazioni, snervanti affollamenti di fronte alle opere. Al contrario, la possibilità di contemplare, visionare, studiare ed, infine, acquisire l’opera, o le opere, per il proprio patrimonio culturale.
Perciò si è scelto di non fare una mostra, non era necessario, una grande antologica di Lorenzo Lotto nelle Marche c’è, da oltre 450 anni. Ed è visibile, godibile, oggi e per il futuro. Vi sono 23 capolavori negli stessi luoghi che Lotto stesso scelse, immerse nella stessa intima, magnifica, luce di allora.
La fruizione contemporanea dell’arte si muove, per l’utente attento e appassionato, attraverso due vie, la via dell’aggiornamento, con le edizioni critico-scientifiche di esposizioni temporanee su artisti, tematiche, correnti o stili pittorici oppure, dalla conoscenza e dall’approfondimento di collezioni mussali od opere, con attenta visione/contemplazione anche di un singolo capolavoro. Quest’ultima via, soprattutto per ciò che riguarda i musei periferici, anche qualora contengano importanti capolavori, negli ultimi decenni è stata poco percorsa. Eppure il sistema museale italiano periferico è incredibilmente ricco di opere fondamentali allo studio e alla conoscenza di tutta la storia dell’arte.
Ciò che si vuole proporre e promuovere con questa iniziativa è proprio l’andar lento per i musei. E per ciò che riguarda le opere del Lotto nel territorio marchigiano non poteva esserci occasione migliore per i promotori e per il pubblico, il quale si invitava a scegliere e, soprattutto a saper scegliere.
Illustre figlio adottivo, l’impareggiabile pittore rinascimentale Lorenzo Lotto, ha lasciato nelle Marche opere di grande suggestione e valore. L’itinerario si compone attraverso sette città marchigiane: Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto e Recanati.
Il grande "museo diffuso" ospitato sul territorio marchigiano è un progetto fortemente voluto da Assessorato al Turismo della Regione Marche, Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona, oltre che dalla Direttrice della Pinacoteca di Jesi, Loretta Mozzoni, per la parte scientifica, dal Presidente dell’Associazione Spazio Cultura, Antonio Perticarini, per la parte organizzativa e dalle sette "città lottesche". La formula del biglietto unico consentirà la visita a 10.000 mq. di esposizione museale.
I rapporti di Lorenzo Lotto con le Marche sono stati continui e ripetuti e la sua pittura ha profondamente suggestionato le vicende artistiche locali. Molte sue opere sono rimaste ancora nei luoghi per le quali erano state realizzate e tracciano tutte insieme un percorso artistico ed esistenziale di questo grande genio della pittura rinascimentale. Dopo secoli di oscura memoria, finalmente all’artista veneziano è stato riconosciuto il ruolo di primo piano che gli compete. In particolare le Marche occupano un posto di rilievo nella biografia del pittore che scelse di ritirarsi nella serena calma del Santuario di Loreto, dove morì in una data imprecisa fra settembre del 1556 e luglio del 1557.
Ad Ancona, nella Pinacoteca Civica, vi è la sacra rappresentazione della Pala dell’Alabarda del 1593, mentre, nella Chiesa di San Francesco alle Scale, è conservata la Pala dell’Assunta che risale al 1550 e dove già si nota il carattere anticipatorio della pittura lottesca. E’ qui infatti presentata la Vergine secondo un modulo tipologico che sarà poi abbondantemente ripetuto nell’Arte della Controriforma.
A Jesi, a Palazzo Pianetti, sono ben 5 i capolavori di Lorenzo Lotto, la Deposizione, 1512; l’Annunciazione, 1525; la Madonna della Rose,1526; la Pala di Santa Lucia, 1532; la Visitazione, 1533. In tutte è evidente l’eclettismo dell’artista. La Deposizione, ad esempio, presenta chiari riferimenti formali con analoghe composizioni del Perugino e di Raffaello, ma l’ispirazione è ancora giorgionesca dove, il paesaggio è inteso come protagonista unitamente alle figure. Nella Madonna delle Rose, Lotto, pur rimanendo all’interno di uno schema compositivo tradizionale, si muove con forza sull’iconografia ove traduce con straordinaria capacità innovativa i segni di sempre.
A Cingoli, la Madonna del Rosario del 1539 è nella Chiesa di San Domenico. Quest’opera, ha una struttura particolarmente complessa dove si coglie la grande capacità del Lotto di ricondurre a unità di rappresentazione una sequenza di avvenimenti che si svolgono in comparti separati, ma che si riconducono tutti a comporre una storia.
A Mogliano invece , sistemata nella Chiesa Arcipretale di Santa Maria, c’è la Madonna in Gloria e Santi del 1548 e a Monte San Giusto nella Chiesa di Santa Maria in Telusiano la Crocifissione, 1529-1534. Anche quest’ultima, riconosciuta come uno dei capolavori di tutta la pittura italiana del Rinascimento, palesa una delle caratteristiche dell’artista. Lotto articola, come accade in altre sue opere, la grande partitura del dipinto in diversi piani che sono distinti ma al contempo legati fra loro ad unificare la scena.
Il Polittico di San Domenico, 1508; la Trasfigurazione, 1512; il San Giacomo Pellegrino, 1512 e l’Annunciazione, 1527- 1529 - quasi certamente l’opera più famosa e riprodotta del Lotto - sono visibili nel Museo Villa Colleredo, Pinacoteca Comunale di Recanati. Ancora, in questi capolavori, è presente tutta la carica comunicativa che il Lotto attribuisce alle sue composizioni: come nel Polittico di San Domenico, dove il tema del dipinto ha, tra l’altro, forte valenza localistica e come anche nella Trasfigurazione,dove impeti patetici e moti espressivi al limite della deformazione fisica traducono emozioni e sentimenti sconvolgenti.
Alla volta di Loreto, nel Museo Pinacoteca della Santa Casa, sono conservate 8 opere lottesche. Il San Cristoforo, San Rocco e San Sebastiano, 1532- 1535 di chiara impronta votiva. L’Adorazione del Bambino che ricalca una composizione di analogo soggetto che si trova oggi al Louvre. L’Adorazione dei Magi, opera più debole del gruppo lauretano, tanto che ne viene messa in discussione l’autografia, Il Battesimo di Cristo dove è rintracciabile il momento centrale dell’impianto concettuale del ciclo lauretano. Il Cristo e l’Adultera, Il Sacrificio di Mechisedech, ripresa fedele della giusta interpretazione della scena biblica fornita dalla tarsia per Santa Maria Maggiore di Bergamo. L’Arcangelo Michele e Lucifero che rappresenta la perenne battaglia tra Bene e Male, tra Fede e Conoscenza. Infine La Presentazione al Tempio, rimasta incompiuta e considerata l’ultima opera.
Ripercorrendo i luoghi di Lorenzo Lotto si ha una visione completa ed esaustiva delle Marche di oggi: dell’economia, dell’artigianato, della moda, nonché delle tradizioni eno-gastronomiche.
Nell’aprile 2007 si terrà il convegno dal titolo: “Lorenzo Lotto e le Marche. Per una geogreafia dell’anima” che si articola in sette giorni nelle sedi delle sette città lottesche. Sarà qui che, attraverso una serie di incontri tematici, esperti nazionali ed internazionali daranno un qualificato contributo agli studi sul Lotto, avviando un processo di rilettura, studio ed approfondimento. In particolare si intendono favorire studi e ricerche sulle fonti archivistiche a questo scopo accanto a professori e studiosi di chiara fama, provenienti da tutto il mondo, si intende dedicare uno spazio anche a giovani ricercatori.
Comunicazione e Ufficio Stampa:
Ku.ra, Rosi Fontana, t. 0509711343 – fax 0509711317 – info@rosifontana.it – www.rosifontana.it
Autore: Ufficio stampa Ku.ra, Rosi Fontana

Evento inserito il 26/07/2007
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